Sud:D’Amato, suo rilancio strategico per futuro dell’ Europa – Campania

Sud:D’Amato, suo rilancio strategico per futuro dell’ Europa – Campania

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‘L’Italia può svolgere ruolo decisivo per Ue più forte’


(ANSA) – NAPOLI, 20 SET – “Non solo del Mezzogiorno, mai come
ora c’è bisogno di un’Europa più forte. E l’ Italia – grazie
all’ autorevolezza del suo governo – può svolgere un ruolo
importante per progettare il futuro dell’ Ue”. Ne è convinto
Antonio D’Amato, gia’ presidente di Confindustria e oggi a capo
della Fondazione Mezzogiorno, l’associazione costituita da
imprese locali, nazionali, internazionali nata per favorire lo
sviluppo del Sud attraverso l’ideazione e la promozione di
politiche e investimenti che ne migliorino la competitività. D’
Amato ne ha parlato nel corso dell’ incontro promosso dalla sua
fondazione in collaborazione con l’ Unione Industriali di
Napoli, ospite il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo
Giorgetti, intervistato dal direttore del Mattino Federico Monga
e da quello del Corriere del Mezzogiorno Enzo D’ Errico a
Palazzo Partanna.
   
“In questo momento – l’analisi di D’ Amato – l’Europa ha
sofferto di un forte strabismo da un lato con la delega in
bianco sul green deal, con forti contraddizioni al suo interno e
il rischio deindustrializzazione. Dall’altro con lo sforzo per
il Pnrr. Spetta all’Italia aprire questo capitolo. Abbiamo
bisogno di un salto in avanti per ridisegnare il futuro del
Paese e dell’ Europa: noi siamo pronti capendo che dove la
transizione ha un senso va fatta. Sviluppo e sostenibilità
economiche vanno insieme ma se non ci sono risorse per
reinvestire nel pianeta bisogna creare ricchezza. Nessuno più di
noi vuole investimenti sostenibili ma occorre che la
sostenibilità sia effettiva” il monito di D’ Amato.
   
In questo senso – spiega l’ ex numero uno di Confindustria –
il rilancio del Sud è strategico anche e soprattutto per
l’Unione Europea. “Un equilibrio più sostenibile delle finanze
italiane è fondamentale per la tenuta finanziaria dell’Ue e si
può raggiungere soltanto se il Mezzogiorno recupera i divari in
termini di Pil e occupazione rispetto al resto del Paese”. “Il
tasso di occupazione nazionale – ha continuato D’Amato – deve
passare in dieci anni dal 59 al 70%, e quello meridionale deve
crescere almeno dall’attuale 44,8% al 60%”. (ANSA).
   

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